
Il mondo della sicurezza sul lavoro in Italia sta vivendo una fase di profondo cambiamento. Al centro di questa evoluzione c’è la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), un vero e proprio ponte tra i lavoratori, il datore di lavoro e il Servizio di Prevenzione e Protezione.
Recentemente, la disciplina che regola la formazione e l’aggiornamento dell’RLS è stata ridefinita a causa dell’incrocio di due importanti novità legislative: il Decreto-Legge n. 159/2025 (convertito dalla Legge n. 198/2025) e il nuovo Accordo Stato-Regioni.
Se gestisci un'azienda o sei un professionista della sicurezza, c'è una data fondamentale da segnare in rosso sul calendario: il 24 maggio 2026, giorno in cui scade il periodo transitorio per adeguarsi ai nuovi standard. In questa guida analizziamo tutto ciò che c'è da sapere per essere in perfetta regola.
Chi è l’RLS e come funziona l’elezione in azienda?
La figura dell’RLS è tutelata dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/08). La sua presenza è un diritto sacrosanto dei lavoratori in qualsiasi azienda o unità produttiva che abbia almeno un dipendente o figura equiparata.
Regole di elezione e incompatibilità
Un dettaglio cruciale che spesso crea confusione: il datore di lavoro non può nominare l’RLS. Questa figura deve essere eletta o designata direttamente dai lavoratori, con modalità che cambiano in base alle dimensioni dell’azienda:
- Aziende fino a 15 dipendenti: I lavoratori eleggono il rappresentante direttamente al loro interno. Se i dipendenti decidono di non esercitare questo diritto, le funzioni vengono assegnate al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST).
- Aziende con più di 15 dipendenti: L’elezione avviene solitamente all’interno delle rappresentanze sindacali aziendali (RSU/RSA). Se non sono presenti sindacati, l’elezione si tiene durante l’assemblea dei lavoratori.
Per garantire la massima imparzialità e indipendenza, la legge prevede una rigida incompatibilità: l’RLS non può assolutamente ricoprire anche il ruolo di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) o di ASPP (Addetto al Servizio). Chi controlla non può coincidere con chi gestisce tecnicamente la sicurezza per conto del datore di lavoro.
Quanti RLS servono in azienda?
Il numero minimo di rappresentanti varia a seconda del numero di lavoratori presenti nell’organico o nell’unità produttiva:
| Numero di Lavoratori in Azienda | Numero Minimo di RLS Richiesti |
|---|---|
| Fino a 200 lavoratori | 1 RLS |
| Da 201 a 1.000 lavoratori | 3 RLS |
| Oltre 1.000 lavoratori | 6 RLS |
Nota: Questo numero rappresenta il minimo legale, ma può essere aumentato sulla base degli accordi collettivi o della contrattazione nazionale di categoria.
Il Corso Base RLS da 32 Ore: Struttura e Contenuti Obbligatori
Per poter svolgere al meglio il proprio compito, l’RLS ha diritto a una formazione specifica e mirata sui rischi della propria azienda. Il percorso iniziale abilitante consiste in un corso base della durata minima di 32 ore.
Di queste 32 ore, la legge richiede che almeno 12 ore siano dedicate esclusivamente all’analisi dei rischi specifici presenti nel settore merceologico dell’azienda e alle relative misure di prevenzione.
I macro-argomenti che devono essere obbligatoriamente trattati sono:
- Principi giuridici: L’evoluzione delle leggi sulla sicurezza e il quadro delle sanzioni nazionali ed europee.
- I soggetti coinvolti: Ruoli, obblighi e responsabilità delle varie figure aziendali.
- Valutazione dei rischi: Metodi per individuare e misurare i rischi fisici, chimici, biologici e trasversali.
- Misure preventive: Scelta delle soluzioni tecniche, organizzative e procedurali più efficaci.
- Comunicazione: Tecniche di relazione, negoziazione e gestione della consultazione in azienda.
Al termine del percorso, il corsista deve obbligatoriamente superare una verifica finale di apprendimento per ottenere l’attestato.
Scadenza dell’Attestato e Obbligo di Aggiornamento Annuale
Una delle domande più frequenti che gli ispettori si sentono rivolgere è: “L’attestato RLS ha una scadenza?”.
La risposta tecnica è no: il titolo base da 32 ore non decade mai. Tuttavia, per mantenere la conformità operativa, la legge impone un aggiornamento periodico obbligatorio con cadenza annuale.
Come si calcola la scadenza dei 12 mesi?
L’obbligo di aggiornamento scatta esattamente un anno dopo la data di rilascio del primo attestato (o dell’ultimo aggiornamento effettuato). Se il datore di lavoro non provvede a formare l’RLS entro i 12 mesi successivi, il rappresentante viene considerato non conforme.
Copsa succede in questo caso? Finché l’aggiornamento non viene completato e registrato, l’RLS non può esercitare le sue funzioni (come partecipare alle consultazioni o accedere ai luoghi di lavoro) e il datore di lavoro diventa immediatamente sanzionabile per omessa formazione.
Inoltre, ricorda che non è possibile accorpare più anni di aggiornamento: se salti un anno, non puoi fare un corso “doppio” l’anno successivo per sanare il passato. Se l’aggiornamento è scaduto da molto tempo, non dovrai rifare il corso da 32 ore, ma dovrai recuperare immediatamente l’aggiornamento mancante per rimetterti in regola.
Le novità del D.L. 159/2025: Aggiornamento anche sotto i 15 Dipendenti
Il Decreto-Legge n. 159/2025 ha finalmente eliminato un vuoto normativo storico che creava molta incertezza nelle piccole imprese.
In passato, l’obbligo di aggiornamento annuale con un monte ore preciso era previsto esplicitamente solo per le aziende con più di 15 dipendenti. Per le microimprese la legge era vaga, parlando solo di formazione in caso di “nuovi rischi”. Oggi non è più così: l’aggiornamento è obbligatorio per tutte le aziende, a prescindere dal numero di dipendenti.
Ecco lo schema attuale delle ore minime richieste in base alla fascia aziendale:
| Fascia Dimensionale (Dipendenti) | Durata Minima dell’Aggiornamento | Cadenza | Riferimento di Legge |
|---|---|---|---|
| Meno di 15 dipendenti | Definita dal CCNL (Standard raccomandato: 4 ore) | Annuale | Art. 37 D.Lgs. 81/08 + L. 198/2025 |
| Da 15 a 50 dipendenti | 4 ore | Annuale | Art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/08 |
| Oltre 50 dipendenti | 8 ore | Annuale | Art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/08 |
Chiarimento utile: Per le aziende sotto i 15 dipendenti, la durata esatta dipende dal Contratto Collettivo Nazionale (CCNL). Tuttavia, l'orientamento degli organi di vigilanza è chiarissimo: per garantire la conformità totale e tutelarsi da sanzioni, in mancanza di indicazioni specifiche del CCNL, lo standard minimo da seguire è di 4 ore all'anno.
Corso RLS in E-learning: È Consentito Online?
Sulla formazione online dell’RLS si è discusso a lungo. Il nuovo Accordo Stato-Regioni ha introdotto una importante semplificazione, superando i vecchi limiti del 2016.
Mentre prima l’e-learning era vietato a meno che non fosse espressamente autorizzato dal CCNL di categoria, oggi la regola si è ribaltata: la formazione e l’aggiornamento dell’RLS in modalità e-learning sono sempre ammessi, a meno che il CCNL applicato dall’azienda non contenga un esplicito e motivato divieto scritto.
I requisiti di qualità per i corsi online
Per essere valido, un corso RLS in e-learning (asincrono) non può essere una semplice sequenza di slide da scorrere velocemente. Deve rispettare standard tecnici severi:
- Tracciabilità digitale: La piattaforma deve registrare i tempi effettivi di connessione dell’utente per garantire il rispetto delle ore minime.
- Tutor qualificato: Deve essere sempre disponibile un assistente didattico e tecnico per rispondere ai dubbi del corsista.
- Test di verifica: Devono essere previste verifiche intermedie e finali per certificare l’effettivo apprendimento.
RLS vs Altre Figure: Chi può fare i corsi online?
La flessibilità concessa all’RLS dal nuovo Accordo Stato-Regioni è un’eccezione rispetto alla linea molto dura adottata per altri ruoli aziendali operativi:
| Figura della Sicurezza | E-learning Base? | E-learning Aggiornamento? | Regola Accordo Stato-Regioni |
|---|---|---|---|
| RLS (Rappresentante Lavoratori) | SÌ (salvo divieto del CCNL) | SÌ (salvo divieto del CCNL) | Massima flessibilità didattica |
| Preposto alla Sicurezza | NO | NO | Solo aula o videoconferenza sincrona |
| Addetto Attrezzature (Muletti, ecc.) | NO | NO | Obbligo di presenza fisica sul campo |
| Datore di Lavoro (DL RSPP) | SÌ (solo moduli base) | SÌ | Ammesso solo per la parte non operativa |
Chi può erogare la Formazione RLS? Gli Enti Abilitati
Dopo la fine del periodo transitorio del 24 maggio 2026, tutti i corsi dovranno obbligatoriamente seguire le nuove regole organizzative, pena l’invalidità totale dell’attestato.
I soggetti autorizzati a organizzare ed erogare i corsi RLS sono rigorosamente limitati a:
- Soggetti istituzionali: Regioni, Province Autonome, Ministeri competenti, INAIL.
- Enti di formazione accreditati: Strutture che possiedono l’accreditamento regionale per la formazione continua.
- Parti sociali e organismi bilaterali: Associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, e gli Organismi Paritetici di settore.
I docenti, inoltre, devono essere in possesso dei requisiti di qualificazione professionale previsti dal Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013.
Sanzioni Penali e Controlli: Il Fascicolo Elettronico del Lavoratore
Non investire nella formazione dell’RLS è un rischio enorme per un’azienda. Se il rappresentante è stato eletto dai lavoratori ma il datore di lavoro non provvede alla sua formazione o al suo aggiornamento, scattano sanzioni pesantissime.
Le sanzioni penali (Art. 55 D.Lgs. 81/08)
A carico del datore di lavoro e dei dirigenti sono previste sanzioni alternative:
- Arresto da 2 a 4 mesi.
- Ammenda da 1.474,21 € a 6.388,23 € (cifra soggetta a rivalutazione periodica).
La sanzione pecuniaria aumenta progressivamente se l’omissione riguarda più lavoratori contemporaneamente:
- Più di 5 lavoratori coinvolti: L’importo dell’ammenda raddoppia.
- Più di 10 lavoratori coinvolti: L’importo dell’ammenda triplica.
Responsabilità civile e azione di regresso INAIL
In caso di infortunio grave o mortale, la mancata formazione o consultazione dell’RLS viene considerata dai giudici come una grave carenza organizzativa. Questo espone il datore di lavoro alla responsabilità civile per il risarcimento dei danni al lavoratore. Inoltre, l’INAIL può attivare l’azione di regresso, chiedendo all’azienda la restituzione di tutte le somme pagate all’infortunato o ai suoi eredi.
L’era dei controlli istantanei: Il Fascicolo Elettronico
Oggi fare “i furbi” o datare gli attestati a posteriori è diventato impossibile. Con l’introduzione del Fascicolo Elettronico del Lavoratore, tutti i dati formativi e le abilitazioni sono registrati in tempo reale in una banca dati nazionale. Gli ispettori del lavoro e la ASL possono verificare la regolarità dell’aggiornamento RLS direttamente dai propri uffici, facendo scattare le sanzioni in modo quasi automatico.
Risorse Utili: Scegli il Corso RLS Adatto alla tua Azienda
Per garantire la massima sicurezza all’interno della tua struttura ed evitare pesanti sanzioni legali, ti proponiamo i percorsi formativi abilitati, già aggiornati secondo le ultime novità dell’Accordo Stato-Regioni:
1. Formazione Iniziale RLS (Corso Base da 32 Ore)
Ideale per le aziende in cui è stato eletto un rappresentante per la prima volta. Copre interamente il programma ministeriale di 32 ore richiesto dal Testo Unico.
- Destinatari: Aziende con un RLS di prima nomina.
- Durata: 32 ore obbligatorie.
2. Aggiornamento Annuale RLS (Aziende Fino a 50 Dipendenti)
Il corso di aggiornamento rapido ed efficace di 4 ore, ideale anche per adempiere ai nuovi obblighi per le microimprese stabiliti dalla Legge n. 198/2025.
- Destinatari: RLS in carica in aziende con meno di 50 dipendenti.
- Durata: 4 ore annue.
3. Aggiornamento Annuale RLS (Aziende con Oltre 50 Dipendenti)
Un percorso di approfondimento specialistico di 8 ore focalizzato sulla gestione di rischi complessi, dinamiche organizzative avanzate ed ergonomia nei grandi contesti aziendali.
- Destinatari: RLS attivi in organizzazioni con più di 50 dipendenti.
- Durata: 8 ore annue.





